{"id":2623,"date":"2014-01-20T15:49:43","date_gmt":"2014-01-20T15:49:43","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=2623"},"modified":"2021-02-24T15:50:03","modified_gmt":"2021-02-24T15:50:03","slug":"ville-storiche-e-viali-alberati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/ville-storiche-e-viali-alberati\/","title":{"rendered":"Ville storiche e viali alberati"},"content":{"rendered":"<p>Periodicamente si riapre in Ticino il dibattito pubblico sulla salvaguardia di edifici storici o comunque architettonicamente pregiati. Recentemente il dibattito si \u00e8 aperto e allargato ad alcune infrastrutture o ornamenti urbanistici. Due soli esempi probabilmente noti al di qua del San Gottardo. Sulla piccola penisola da cui parte il ponte-diga di Melide (denominata La Punta) \u00e8 stata abbattuta alla fine dell\u2019estate l\u2019ottocentesca Villa Galli. Affacciata a sud, ai pi\u00f9 era nota come La Romantica. Trasformata negli anni Cinquanta in ristorante e albergo, la villa \u00e8 stata difesa fino all\u2019ultimo da architetti e politici per i quali il Ticino non pu\u00f2 fare tabula rasa della sua identit\u00e0 architettonica. Sul terreno dove sorgeva la villa verr\u00e0 probabilmente costruita un\u2019anonima palazzina.<\/p>\n<p>A Lugano, in zona Cassarate, tra l\u2019area fieristica del Padiglione Conza e il Lido, c\u2019\u00e8 un bellissimo viale alberato, una strada lunga non pi\u00f9 di 200 metri, con due carreggiate larghe e due filari di ippocastani. \u00c8 il viale Castagnola, elemento oramai connaturato all\u2019identit\u00e0 urbanistica della citt\u00e0. Poche settimane fa il Municipio aveva annunciato l\u2019intenzione di abbattere tutti gli ippocastani, eliminare completamente uno dei due filari, ornare l\u2019altro con una esotica, il Ginkgo, e inserire una pista ciclabile. C\u2019\u00e8 stata subito una levata di scudi dei luganesi: dapprima sui social network, poi con una raccolta di firme per la difesa degli ippocastani. \u00c8 infine emerso non ci si era accorti che il viale alberato fosse tutelato in quanto bene culturale e pure vincolato dalle norme del Piano regolatore votate dal Consiglio comunale. Ora tutto \u00e8 fermo in attesa di una nuova perizia sullo stato di salute degli ippocastani.<\/p>\n<p>Una sconfitta, dunque, a Melide, un successo a Lugano per i fautori della conservazione architettonica e urbanistica contro gli innovatori. \u00c8 un confronto destinato e prolungarsi e inasprirsi con la crescita demografica e con lo sviluppo economico della citt\u00e0. Quale insegnamento ne possiamo trarre? \u00c8 certo che una comunit\u00e0 in crescita, che abita, lavora, si diverte in un territorio oggettivamente limitato, ha bisogno di nuovi spazi. Deve quindi forzatamente ricavarli anche all\u2019interno dei vecchi spazi, abbattendo qualcosa che esiste per costruire qualcosa di nuovo. Non sempre ci si pu\u00f2 limitare alle ristrutturazioni. Del resto i grandi monumenti religiosi e civili in tutta Europa sono stati edificati abbattendo monumenti preesistenti: il Duomo di Firenze non ci sarebbe se nel XIV secolo i fiorentini non avessero abbattuto la vecchia chiesetta di Santa Reparata. Ecco, il punto \u00e8 proprio questo: si pu\u00f2 certamente e anzi si deve anche distruggere per poter costruire. Ma si dovrebbe fare s\u00ec che il nuovo contribuisca a caratterizzare in modo diverso l\u2019identit\u00e0 architettonica e urbanistica di una citt\u00e0, non a cancellarla. Gli elementi identitari del paesaggio costruito che vengono sacrificati non dovrebbero essere sostituiti con la banalizzazione architettonica e l\u2019anonimato o l\u2019astrusit\u00e0 urbanistici. Certo, siamo nel campo aperto dell\u2019opinabile: ma qualche paletto tra il pregevole e l\u2019insignificante va pur piantato e conservato.<\/p>\n<p>MM \/ 23.12.2013<\/p>\n<p>Articolo apparso sulla NZZ am Sonntag il 12 gennaio 2014 con il titolo \u201cAbreissen, um zu bauen\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Periodicamente si riapre in Ticino il dibattito pubblico sulla salvaguardia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2623"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2623"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2624,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2623\/revisions\/2624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}