{"id":2670,"date":"2014-05-09T16:03:22","date_gmt":"2014-05-09T16:03:22","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=2670"},"modified":"2021-02-24T16:03:42","modified_gmt":"2021-02-24T16:03:42","slug":"quel-freno-alla-spesa-accelera-le-imposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/quel-freno-alla-spesa-accelera-le-imposte\/","title":{"rendered":"Quel freno alla spesa accelera le imposte"},"content":{"rendered":"<p>Il Governo e il Parlamento ci propongono in votazione popolare un ben strano meccanismo per evitare il deragliamento dei conti pubblici. Il locomotore cantonale \u00e8 dotato di un unico pedale: dovrebbe essere un freno (che agisce sui disavanzi), ma nella realt\u00e0 \u00e8 un acceleratore (che agirebbe sulle imposte a carico dei cittadini e delle imprese). Certo, perch\u00e9 per evitare che in futuro il Governo e il Parlamento spendano pi\u00f9 di quanto il Cantone riceve tramite le imposte e le altre entrate (che sono comunque date, indirettamente, sempre dai medesimi contribuenti), il cosiddetto freno ai disavanzi introduce uno strumento nuovo: il moltiplicatore cantonale d\u2019imposta, detto anche coefficiente. Se i conti non tornano in sede di preventivo, il Governo e il Parlamento, che hanno dimostrato in questi anni di non voler agire sulla spesa pubblica in misura sufficiente, aumenteranno le imposte, alzando il moltiplicatore. Se ad esempio il disavanzo massimo ammesso per legge \u00e8 di 100 milioni di franchi e il progetto di preventivo \u00e8 in rosso per 200 milioni, i 100 milioni mancanti saranno recuperati non con provvedimenti di risparmio, ma con un aumento lineare dell\u2019imposta a carico delle persone fisiche e di quella a carico delle persone giuridiche.<\/p>\n<p>Il freno ai disavanzi \u00e8 dunque uno strumento efficace: ma non per frenare l\u2019aumento della spesa pubblica, bens\u00ec per aumentare la pressione fiscale in un cantone che avrebbe invece bisogno di rilanciare una politica tributaria favorevole al ceto medio, concorrenziale per i redditi alti e incentivante per le imprese che devono lottare con competitori avvantaggiati da condizioni quadro migliori offerte da altri cantoni.<\/p>\n<p>Non deve ingannare il fatto che contro la modifica costituzionale che introduce il freno ai disavanzi con il moltiplicatore cantonale d\u2019imposta sia schierato anche il Partito socialista. Il PS si oppone non perch\u00e9 non vuole aumentare le imposte per evitare i deficit, ma perch\u00e9 vorrebbe aumentarle pi\u00f9 facilmente. Nel nuovo articolo costituzionale si stabilisce infatti che l\u2019aumento del moltiplicatore d\u2019imposta pu\u00f2 essere deciso solo se in Gran Consiglio c\u2019\u00e8 una maggioranza qualificata dei due terzi. Per il PS questo ostacolo \u00e8 un\u2019aberrazione giuridica, perch\u00e9 dovrebbe essere sufficiente la maggioranza semplice, come per tutte le altre decisioni del Parlamento.<\/p>\n<p>L\u2019obiezione giuridica \u00e8 legittima, ma marginale e fuorviante. Al PS importa poter aumentare pi\u00f9 facilmente le imposte a carico dei cittadini e delle imprese. \u00c8 una posizione coerente con la linea che il PS ha sempre seguito, opponendosi in pratica a tutte le proposte di diminuzione delle imposte fatte negli anni passati e affermando l\u2019esigenza di invertire la rotta.<\/p>\n<p>Questa posizione discende da una concezione ribaltata del rapporto tra cittadino e Stato. Secondo il PS i soldi delle imposte non sono propriet\u00e0 del cittadino, ma dello Stato, per cui se lo Stato riduce le imposte, fa un regalo (che il PS ritiene quasi sempre ingiustificato) al cittadino. Per chi ha invece una concezione fondata sul primato della societ\u00e0 civile, i soldi sono di propriet\u00e0 del cittadino che li guadagna: solo in base a un patto fondato sulla Costituzione e sulle leggi, il cittadino contribuisce a finanziare, con i suoi soldi, servizi e prestazioni pubbliche. Nella concezione liberale, il cittadino ha il diritto di mantenere per s\u00e9 nella misura massima possibile il reddito e gli utili frutto del lavoro, degli investimenti, delle attivit\u00e0 economiche in generale.<\/p>\n<p>Il moltiplicatore cantonale d\u2019imposta mette in discussione questa concezione, perch\u00e9 considera implicitamente il reddito del cittadino un pozzo al quale lo Stato pu\u00f2 liberamente attingere. Chi sostiene questo strumento fa valere che l\u2019aumento delle imposte con il coefficiente cantonale sarebbe soggetto a referendum facoltativo. Ci mancherebbe che cos\u00ec non fosse: non saremmo pi\u00f9 in una societ\u00e0 libera fondata sul diritto di propriet\u00e0. Oltre a questa considerazione di principio, occorre comunque osservare che non \u00e8 semplice lanciare un referendum e raccogliere il numero di firme necessario affinch\u00e9 il popolo possa esprimersi: lo si pu\u00f2 fare un anno, forse due, ma se Governo e Parlamento, per finanziare i continui aumenti di spesa, fanno ricorso sistematicamente ad un adeguamento del moltiplicatore verso l\u2019alto, diventa in pratica impossibile fare valere il diritto popolare, perch\u00e9 i costi si farebbero proibitivi per i referendisti. Il moltiplicatore pu\u00f2 infatti essere aumentato ogni anno.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questa facilit\u00e0 di utilizzazione a rendere molto pericoloso questo strumento: se introdotto, verrebbe a cadere \u2013 paradosso della terminologia \u2013 ogni freno inibitorio nell\u2019aumentare la spesa pubblica e nel far seguire, a questa tendenza, un parallelo aumento delle imposte.<\/p>\n<p>Il Ticino, i cittadini e le cittadine che lavorano, le loro famiglie, chi fatica a trovare un impiego, coloro che hanno raggiunto la pensione dopo aver lavorato tutta una vita, i piccoli e medi imprenditori confrontati con difficolt\u00e0 di ogni genere, le grandi aziende che si battono giorno per giorno su mercati sempre pi\u00f9 difficili, di tutto hanno bisogno fuorch\u00e9 di un acceleratore d\u2019imposta travestito da freno ai disavanzi.<\/p>\n<p>Marina Masoni \/ 18.04.2014<\/p>\n<p>Articolo apparso sul Corriere del Ticino il 7 maggio 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Governo e il Parlamento ci propongono in votazione popolare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2670"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2670"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2671,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2670\/revisions\/2671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}