{"id":2685,"date":"2014-06-24T16:08:15","date_gmt":"2014-06-24T16:08:15","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=2685"},"modified":"2021-02-24T16:08:33","modified_gmt":"2021-02-24T16:08:33","slug":"tra-ticino-e-italia-rien-ne-va-plus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/tra-ticino-e-italia-rien-ne-va-plus\/","title":{"rendered":"Tra Ticino e Italia rien ne va plus?"},"content":{"rendered":"<p>Quali sono le ragioni del malessere attuale nei rapporti tra il cantone Ticino e l\u2019Italia? La domanda \u00e8 sulla bocca di molti confederati. Cosa si \u00e8 rotto tra il cantone di lingua e di cultura italiane, da un lato, e la patria della lingua e della cultura italiane dall\u2019altro lato? La questione non riguarda solo i ticinesi: condiziona anche i rapporti tra la Svizzera e l\u2019Italia. E lo fa in un momento molto difficile per le trattative in corso fra Berna e Roma al fine di appianare la divergenze in materia di accordi fiscali e di liste nere. Ci sono tre ragioni di fondo. La prima ragione: nel sistema politico ticinese ha assunto una posizione rilevante e per certi versi dominante la Lega dei ticinesi. Il partito fondato nel 1991 da Giuliano Bignasca e Flavio Maspoli ha un\u2019impostazione marcatamente anti-italiana. Tra ticinesi e italiani c\u2019\u00e8 un rapporto di amore-odio a partire dagli anni precedenti la seconda guerra mondiale, ben prima che nascesse la Lega. Tuttavia, la Lega ha fatto pendere la bilancia molto di pi\u00f9 sul piatto del risentimento. La seconda ragione: la crisi economica dell\u2019Italia ha causato una pressione concorrenziale molto forte sulle piccole e medie imprese e sul mercato del lavoro in Ticino. La maggiore apertura dell\u2019economia, portata dagli Accordi bilaterali Svizzera-UE, non \u00e8 stata un problema, ma semmai un\u2019opportunit\u00e0, fino a quando l\u2019economia italiana era in fase espansiva. Con la crisi della finanza internazionale e la crisi dei debiti sovrani, la frontiera pi\u00f9 aperta sembra tuttavia avere creato opportunit\u00e0 quasi esclusivamente in una direzione (dall\u2019Italia al Ticino). Quelle nella direzione opposta sono molte, ma pi\u00f9 generali, meno concrete; non sono recepite cos\u00ec direttamente e non vengono quotidianamente toccate con mano dai ticinesi. Un dato su tutti: nel primo trimestre di quest\u2019anno il numero di lavoratori frontalieri in Ticino ha superato per la prima volta nella storia la soglia delle 60mila unit\u00e0 (su un totale di 185mila posti di lavoro). Il ticinese vede oggi nell\u2019Italia e nell\u2019italiano una minaccia (il voto del 9 febbraio lo ha confermato). La terza ragione: le difficolt\u00e0 economiche dell\u2019Italia sono state accompagnate da una pesante crisi istituzionale e di fiducia. La corruzione \u00e8 dilagante, le notizie di apertura di procedimenti penali per i lavori legati ai grandi appalti non si contano pi\u00f9. Il caso dell\u2019Expo 2015 a Milano ha sconcertato non solo molti italiani, ma anche molti ticinesi, proprio mentre il Governo e il Parlamento cantonali hanno stanziato un credito di 3,5 milioni di franchi per sostenere la partecipazione ticinese all\u2019Esposizione. Il referendum lanciato dalla Lega ha raccolto ben 12.300 firme (ne erano sufficienti settemila). La votazione \u00e8 in agenda in settembre: \u00e8 prevedibile un bis del 9 febbraio. Clima negativo, dunque, nei rapporti tra il Ticino e l\u2019Italia. E finora nessuno ha trovato la ricetta magica per fare tornare un qualche raggio di sole.<\/p>\n<p>MM \/ 04.06.2014<\/p>\n<p>Articolo apparso sulla NZZ am Sonntag il 15 giugno 2014, con il titolo \u201cRien ne va plus \u2013 mit Italien\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali sono le ragioni del malessere attuale nei rapporti tra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2685"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2685"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2687,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2685\/revisions\/2687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}