{"id":2737,"date":"2014-11-07T16:25:20","date_gmt":"2014-11-07T16:25:20","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=2737"},"modified":"2021-02-24T16:25:39","modified_gmt":"2021-02-24T16:25:39","slug":"un-sereno-no-allunione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/un-sereno-no-allunione-europea\/","title":{"rendered":"Un sereno no all\u2019Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>La Svizzera deve tenere aperta la porta dell\u2019adesione all\u2019Unione europea? Lo pensa un gruppo di personalit\u00e0 del mondo politico ed economico. Tra queste ci sono gli ex consiglieri federali Micheline Calmy-Rey e Pascal Couchepin. Il 13 ottobre il gruppo ha lanciato un appello per un \u201cdibattito sereno\u201d sui rapporti fra il nostro Paese e l\u2019UE, dopo l\u2019approvazione dell\u2019iniziativa popolare dell\u2019UDC \u201ccontro l\u2019immigrazione di massa\u201d e prima della votazione sull\u2019iniziativa Ecopop che vuole pure limitare, ancora pi\u00f9 drasticamente, l\u2019immigrazione, per frenare la crescita demografica. Tra le opzioni sostenute dal gruppo c\u2019\u00e8 anche l\u2019adesione all\u2019UE: secondo i firmatari dell\u2019appello questa opzione non deve essere scartata a priori e definitivamente dal dibattito politico nel nostro Paese. Ma ha senso tenere aperta questa porta e riaprire le ostilit\u00e0? \u00c8 giusto e utile continuare a ragionare strategicamente in vista di una aggregazione del nostro Stato federale, plurilinguistico, a democrazia semidiretta, ad un\u2019UE che non \u00e8 ancora uno Stato federalistico ma \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di una semplice unione di Stati sovrani? La risposta \u00e8 negativa. L\u2019Europa ha certamente necessit\u00e0 di un\u2019organizzazione unitaria che includa gli Stati che si sono fatti la guerra negli anni bui dei totalitarismi. Questa \u00e8 un\u2019opzione difficilmente reversibile, al di l\u00e0 delle critiche legittime al cattivo funzionamento e alle pessime scelte politiche dell\u2019UE. Ma l\u2019organizzazione unitaria non deve inglobare tutti i Paesi europei. Non solo questo non \u00e8 necessario, ma \u00e8 dannoso se crediamo all\u2019utilit\u00e0 e all\u2019efficacia della competizione fra Stati nell\u2019interesse dei cittadini. L\u2019errore strategico che sta mettendo in gravi difficolt\u00e0 oggi l\u2019UE \u00e8 proprio la sua volont\u00e0 di sovrapporsi all\u2019Europa, di espandere i suoi confini, di esaurire in s\u00e9 il pluralismo sociale, culturale, storico, politico del Vecchio continente. L\u2019Europa, di cui noi svizzeri facciamo parte, deve invece restare qualcosa di diverso e di pi\u00f9 grande dell\u2019UE. L\u2019UE \u00e8 nata per porre termine alle guerre tra europei: per realizzare questo obiettivo non ha motivo di includere i Paesi che non hanno partecipato a questi conflitti. Questo vale a maggior ragione per i Paesi che hanno fatto la scelta della neutralit\u00e0. Si deve poter essere europei anche al di fuori dell\u2019Unione Europea. E questo \u00e8 anche nell\u2019interesse dell\u2019UE stessa. La via maestra dei nostri rapporti con l\u2019UE \u00e8 quella degli accordi bilaterali. Oggi su questa via c\u2019\u00e8 un ostacolo importante dopo il voto del 9 febbraio. Dobbiamo impegnare le nostre energie e la nostra capacit\u00e0 politica nel trovare il modo di superare questo ostacolo, rispettando la volont\u00e0 popolare. Riaprire il dibattito sull\u2019adesione all\u2019UE sarebbe invece come smantellare quest\u2019unica strada realisticamente percorribile, sapendo che l\u2019alternativa non pu\u00f2 nemmeno essere costruita: oggi, in un\u2019eventuale votazione popolare sull\u2019adesione, tutta la Svizzera molto probabilmente voterebbe come il Ticino. E allora perch\u00e9 insistere nel voler tenere aperta una porta che si chiude soltanto e che non apre nulla?<\/p>\n<p>MM \/ 28.10.2014<br \/>\nArticolo apparso il 2 novembre 2014 sulla NZZ am Sonntag, con il titolo \u201cEin sachliches Nein sur EU\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Svizzera deve tenere aperta la porta dell\u2019adesione all\u2019Unione europea? 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