{"id":2788,"date":"2015-03-13T16:40:03","date_gmt":"2015-03-13T16:40:03","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=2788"},"modified":"2021-02-24T16:40:28","modified_gmt":"2021-02-24T16:40:28","slug":"il-ticino-ripensa-il-suo-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/il-ticino-ripensa-il-suo-futuro\/","title":{"rendered":"Il Ticino ripensa il suo futuro"},"content":{"rendered":"<p>Il Ticino si interroga nuovamente sul suo futuro. Era ora, viene da dire. Troppi anni sono trascorsi senza che il cantone di lingua e di cultura italiane, ponte tra la Svizzera tedesca e la grande area economica lombarda, facesse un esercizio di analisi e di riflessione sul proprio sviluppo.<br \/>\nCi prova adesso l\u2019Istituto di ricerche economiche, con lo studio intitolato \u201cTicino futuro \u2013 Riflessioni per un itinerario economico ticinese\u201d, elaborato dal prof. Rico Maggi, patrocinato dalla Fondazione Fidinam. \u00c8 una specie di nuovo libro bianco, con una parte analitica molto articolata, ricca di dati, e una parte propositiva che cerca di offrire una visione abbastanza profilata. Il documento \u00e8 di sicuro interesse. In precedenza c\u2019erano state tre operazioni paragonabili:<br \/>\n1) \u201cProgetto Ticino \u2013 Spunti di riflessione sul divenire dell\u2019economia\u201d nel 1996 (su iniziativa dell\u2019UBS e dell\u2019IRE, con l\u2019apporto di diversi economisti e operatori);<br \/>\n2) \u201cTicino 2015 \u2013 Libro bianco sullo sviluppo economico cantonale nello scenario della globalizzazione\u201d nel 1998 (elaborato dall\u2019economista Carlo Pelanda per conto del Dipartimento cantonale delle finanze e dell\u2019economia;<br \/>\n3) \u201cDal Paradiso al Purgatorio \u2013 Lo sviluppo secolare dell\u2019economia ticinese\u201d nel 2005 (dell\u2019economista Angelo Rossi).<br \/>\nTre lavori con impostazioni differenti, ma ricchi di spunti originali sia sul fronte dell\u2019analisi dell\u2019evoluzione economica del Ticino, sia sul fronte delle proposte di cambiamento e di sviluppo<br \/>\n(scenari). Dopo questi tre studi c\u2019\u00e8 stato il vuoto. Un autentico vuoto di idee e di progetti. Tanto pi\u00f9 preoccupante quanto pi\u00f9 si pensa ai cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi dieci anni: passaggio dalla crescita globalizzata fondata sull\u2019apertura competitiva alla crisi da debiti con forti tendenze anti-globalizzazione di chiusura e ripiegamento.<br \/>\nPer una realt\u00e0 come il Ticino, questo vuoto di idee, questa assenza di bussole, questa improduttivit\u00e0 intellettuale sono molto pericolosi: l\u2019economia e la societ\u00e0 ticinese hanno infatti debolezze strutturali che, per essere superate o almeno gestite positivamente e trasformate in opportunit\u00e0, richiedono una grande capacit\u00e0 di realizzare progetti forti e innovativi e di attuare riforme di competitivit\u00e0.<br \/>\nIl nuovo documento \u201cTicino futuro\u201d indica quattro aree principali (definite \u201cmeta-settori\u201d) sui quali il cantone, la sua societ\u00e0 e al sua economia, possono puntare per superare le gravi difficolt\u00e0 di questi anni: a) l\u2019industria della moda; b) le biotecnologie; c) il turismo; d) la meccatronica (industria meccanica, elettronica ed informatica). \u00c8 certamente una svolta, perch\u00e9 non figura pi\u00f9 tra i motori di sviluppo la piazza finanziaria. Un cambiamento sostanziale, una sfida importante.<\/p>\n<p>Marina Masoni<br \/>\nArticolo apparso sulla NZZ am Sonntag l\u20198 marzo 2015 con il titolo \u201cNeue Motoren f\u00fcr das Tessin\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ticino si interroga nuovamente sul suo futuro. 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