{"id":3288,"date":"2011-01-31T13:54:35","date_gmt":"2011-01-31T13:54:35","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=3288"},"modified":"2021-03-01T13:56:12","modified_gmt":"2021-03-01T13:56:12","slug":"votazione-popolare-sulle-armi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/votazione-popolare-sulle-armi\/","title":{"rendered":"Votazione popolare sulle armi"},"content":{"rendered":"<p>La votazione popolare sulle armi pone una questione sempre pi\u00f9 attuale nella nostra societ\u00e0: quella del rapporto tra libert\u00e0 e sicurezza.<\/p>\n<p>Fino a che punto l\u2019esigenza di garantire la sicurezza delle persone e delle cose \u2013 compito questo affidato allo Stato tramite il monopolio della forza \u2013 pu\u00f2 spingersi nel limitare la libert\u00e0 dei cittadini? Da che punto la responsabilit\u00e0 individuale non \u00e8 pi\u00f9 considerata sufficiente per evitare che comportamenti singoli mettano a repentaglio la sicurezza di ciascuno di noi? E infine, quanto pu\u00f2 l\u2019irresponsabilit\u00e0 di pochi mortificare la responsabilit\u00e0 dei molti? Possiamo arrivare fino ad estendere la sfiducia verso tutti quale misura di prevenzione?<\/p>\n<p>Le democrazie sono spesso confrontate con decisioni, grandi e piccole, che si pongono proprio di fronte a questi dilemmi. Non sono temi riservati alle discussioni sui massimi sistemi. Nel nostro modello di democrazia semidiretta lo constatiamo molto spesso. L\u2019iniziativa \u201cper la protezione dalla violenza causata dalle armi\u201d \u00e8 un caso esemplare. Il dibattito aperto dalla proposta in votazione, il numero delle prese di posizione e degli interventi sui giornali ci dicono che \u00e8 una preoccupazione molto sentita, al di l\u00e0 dell\u2019emotivit\u00e0 che ruota attorno al tema della violenza contro le persone. E questo \u00e8 comunque positivo per la democrazia.<\/p>\n<p>Si vorrebbe dunque limitare la libert\u00e0 di tenere armi in casa con le adeguate misure di sicurezza. Cittadini, militi, tiratori, collezionisti dovrebbero rinunciare a questa libert\u00e0 perch\u00e9 ritenuti non abbastanza responsabili e non al riparo dal rischio che una loro arma possa un giorno venir utilizzata, da loro stessi o da membri della loro famiglia, per perpetrare atti di violenza. Questa imputazione diretta, personale, del rischio e la sua generalizzazione sono il risvolto pi\u00f9 urtante e offensivo dell\u2019iniziativa, anche per chi non ha la passione delle armi. Sarebbe come limitare drasticamente l\u2019uso dell\u2019automobile, concedendolo solo a chi ne dimostri l\u2019assoluto bisogno, perch\u00e9 vi \u00e8 una minoranza di automobilisti che di tanto in tanto scambia le nostre strade per un circuito di formula uno e causa incidenti mortali.<br \/>\nProviamo ad immedesimarci con il collezionista o il tiratore o il semplice cittadino responsabile che da anni custodisce con cura le sue armi a casa, nel pieno rispetto delle leggi e della sicurezza altrui, armi che non hanno quindi mai offeso nessuno.<\/p>\n<p>Tutt\u2019a un tratto, una legge dello Stato gli verr\u00e0 a dire che lui, quelle armi, non le pu\u00f2 pi\u00f9 tenere in casa: non ha fatto del male a nessuno e a lui personalmente non si rimprovera nulla, per\u00f2 ora quegli arnesi sono un pericolo per la comunit\u00e0. E per il \u201cbene di tutti\u201d ora il suo senso di responsabilit\u00e0 ed il suo personale rispetto delle leggi non bastano pi\u00f9; anzi, non contano pi\u00f9 nulla. Le sue armi, l\u00ec a casa sua, sono una minaccia che lui non pu\u00f2 pi\u00f9 controllare. Questa \u00e8 la portata dell\u2019iniziativa: un cuneo conficcato senza alcun rispetto tra lui e la sua libert\u00e0 responsabile.<\/p>\n<p>Qui non si tratta di decidere se introdurre una nuova libert\u00e0 o un nuovo diritto: si tratta invece di decidere se sopprimere o limitare drasticamente una libert\u00e0 e un diritto esistenti da tempo, che fanno parte di una nostra tradizione e sostanziano il reciproco rapporto di fiducia tra lo Stato e il cittadino. Sono due questioni molto diverse. Il no ad una nuova libert\u00e0 pesa assai meno dello stralcio di una libert\u00e0 consolidata: il primo \u00e8 un\u2019aspirazione svanita, il secondo \u00e8 una ferita profonda nel corpo della societ\u00e0. La nostra democrazia diretta \u00e8 stata per decenni il terreno di battaglia per l\u2019introduzione di nuovi spazi di libert\u00e0 o per l\u2019allargamento degli spazi di libert\u00e0 esistenti. Un bene preziosissimo che molti ci invidiano. Da diversi anni \u00e8 purtroppo divenuta un\u2019arena in cui ci si scontra quasi esclusivamente su proposte tese a limitare le libert\u00e0 cos\u00ec faticosamente conquistate in passato, anche quelle pi\u00f9 elementari, in nome dell\u2019utopia di una societ\u00e0 senza rischi. E il risultato non sar\u00e0 una \u2013 impossibile \u2013 societ\u00e0 senza rischi, ma una societ\u00e0 in cui la responsabilit\u00e0 individuale perde qualsiasi peso, con i rischi che ne conseguono.<\/p>\n<p>Se l\u2019irresponsabilit\u00e0 di pochi prevale sistematicamente sulla responsabilit\u00e0 dei molti si arriva anche al ribaltamento di una delle regole basilari della democrazia: la regola di maggioranza. Un principio che non va certo applicato meccanicamente in ogni ambito e per ogni circostanza, ma non va nemmeno banalizzato e strattonato fino al punto da venir svuotato della sua sostanza e della sua pregnanza. Non possiamo in altre parole instaurare a poco a poco una societ\u00e0 governata, cio\u00e8 limitata nelle sue libert\u00e0, dai rischi portati da una ristretta minoranza di persone che non rispettano le regole volute dalla maggioranza dei cittadini liberi e responsabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La votazione popolare sulle armi pone una questione sempre pi\u00f9 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3288"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3288"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3291,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3288\/revisions\/3291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}