{"id":3296,"date":"2011-04-17T13:58:23","date_gmt":"2011-04-17T13:58:23","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=3296"},"modified":"2021-03-01T13:59:08","modified_gmt":"2021-03-01T13:59:08","slug":"quando-si-dimenticano-i-moderati-la-lega-vince-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/quando-si-dimenticano-i-moderati-la-lega-vince-2\/","title":{"rendered":"Quando si dimenticano i moderati, la Lega vince"},"content":{"rendered":"<p>Cosa ci insegna il risultato delle elezioni cantonali? In un\u2019ottica liberale ci dice che quando in Governo non viene attuata una politica attenta e sensibile anche alle istanze moderate (pi\u00f9 reddito al cittadino, meno imposte allo Stato; pi\u00f9 spazio all\u2019iniziativa privata e alla societ\u00e0 civile, meno potere alla burocrazia; pi\u00f9 libert\u00e0 e responsabilit\u00e0, meno limitazioni statali), vince il movimentismo leghista che raccoglie anche i voti (le schede) di elettori di area liberale. Non perch\u00e9 i moderati si identifichino nella politica e men che meno nei metodi della Lega, ma perch\u00e9 pensano che pi\u00f9 consensi e pi\u00f9 potere alla Lega permettano in qualche modo di realizzare, almeno parzialmente, quelle istanze moderate che i partiti storici, in certi periodi, dimenticano o rifiutano.<\/p>\n<p>Lo abbiamo vissuto tre volte negli ultimi vent\u2019anni. Nel 1991 il Ticino and\u00f2 alle urne al termine di una legislatura che aveva chiuso le porte alla politica di sgravi fiscali e di limitazione della spesa pubblica realizzata in precedenza dal ministro delle finanze Claudio Generali, dimessosi a met\u00e0 mandato nel 1989. Nel Governo di allora la sinistra aveva due seggi.<\/p>\n<p>Nel 1995 il Ticino vot\u00f2 al termine di un quadriennio in cui le imposte vennero aumentate ai cittadini e la disoccupazione si impenn\u00f2 raggiungendo livelli mai conosciuti prima, in una crisi economica strutturale che fece paura a molti ticinesi.<\/p>\n<p>Il 10 aprile scorso il Ticino \u00e8 andato alle urne dopo una legislatura in cui il Governo ha combattuto ogni proposta esterna di diminuzione delle imposte, senza realizzare le riforme fiscali promesse e senza riuscire a combattere in modo incisivo la disoccupazione.<\/p>\n<p>In tutte e tre le prove elettorali la Lega ha ottenuto successi, nella seconda (1995) ha vinto parallelamente alla componente liberale del PLRT, che i cittadini hanno voluto riportare in Governo. Da quel momento il partito di Bignasca non era pi\u00f9 cresciuto: al contrario, aveva perso consensi fino al 2003, anno in cui \u00e8 entrata in vigore l\u2019ultima riforma fiscale con ragguardevole diminuzione delle imposte, soprattutto per il ceto medio. La Lega si \u00e8 cos\u00ec resa conto che una componente liberale del PLRT forte e attiva nel realizzare la propria politica, in primis ma non solo in campo fiscale, le sottrae voti e limita il suo potere.<\/p>\n<p>Emarginata quella componente nel PLRT rappresentato in Governo, la Lega ha invece subito riconquistato spazio e ha anzi rotto gli argini, come bene ha scritto questo giornale. Ha attratto il consenso dei moderati, di molti cittadini del ceto medio resi meno sicuri dalla crisi della finanza e dalla concorrenza dei frontalieri, di diversi titolari della piccola e media imprenditoria, che lottano quotidianamente in un contesto sempre pi\u00f9 difficile. Questi cittadini non si sono pi\u00f9 sentiti rappresentati da un PLRT e da un Governo disattenti o sprezzanti e comunque inconcludenti verso le loro inquietudini e aspettative.<\/p>\n<p>La conseguenza \u00e8 stata la realizzazione dell\u2019auspicio autolesionistico e cieco espresso sulla Regione dall\u2019ex consigliere agli Stati Salvioni poco prima del voto: essere meno peggio avere due leghisti in Governo che Sergio Morisoli a fianco di Laura Sadis. Un auspicio certamente non isolato in casa radicale. \u00c8 inutile, dopo, e anche ipocrita esprimere sconcerto e rammarico per la perdita del seggio in Governo e per la disfatta in Parlamento. O si pretende forse che gli elettori liberali moderati continuino a votare supinamente, fedelmente e silenziosamente PLRT mentre i loro potenziali rappresentanti vengono sistematicamente attaccati e delegittimati dall\u2019interno del partito, tanto da essere ritenuti meno degni di fiducia dei candidati leghisti per governare il Paese?<\/p>\n<p>Siamo ad un bivio. A chi vogliamo delegare la rappresentanza del Ticino che chiede pi\u00f9 societ\u00e0 civile, meno restrizioni statali, pi\u00f9 iniziativa privata, meno espansione statale, pi\u00f9 reddito ai cittadini, meno imposte, una scuola pubblica meno egualitaria e che prepari meglio i giovani alle sfide che li attendono, maggiori opportunit\u00e0 di lavoro per chi vive qui piuttosto che maggiori sussidi e aiuti statali per sopperire alla mancanza di opportunit\u00e0? Si vuole regalare questa rappresentanza in esclusiva alla Lega o, nella migliore delle ipotesi, spingere nell\u2019area dell\u2019astensione chi, da moderato, non se la sente nemmeno di votare Lega o UDC? L\u2019effetto \u00e8 il medesimo: a vincere, in misura pi\u00f9 o meno marcata, \u00e8 il leghismo (e l\u2019UDC, che a sua volta fa vincere la Lega). Questo era avvenuto nel 1991, questo si \u00e8 ripetuto, pi\u00f9 in grande, il 10 aprile.<\/p>\n<p>Marina Masoni \/ 17.04.2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa ci insegna il risultato delle elezioni cantonali? 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