{"id":3426,"date":"2019-10-19T08:13:45","date_gmt":"2019-10-19T08:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/marinamasoni.ch\/web\/?p=3426"},"modified":"2021-03-08T08:18:20","modified_gmt":"2021-03-08T08:18:20","slug":"50-anni-dal-diritto-di-voto-alle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/50-anni-dal-diritto-di-voto-alle-donne\/","title":{"rendered":"50 anni dal diritto di voto alle donne"},"content":{"rendered":"<p>Donne in cammino, Bellinzona, 19 ottobre 2019<\/p>\n<p>Mezzo secolo, soltanto mezzo secolo, \u00e8 trascorso da quel 19 ottobre 1969. Oggi celebriamo la conquista di un diritto per il riconoscimento del quale le donne (e, va riconosciuto, anche molti uomini, spesso convinti da madri o compagne forti) hanno dovuto impegnarsi lungamente: nella nostra democrazia, cos\u00ec moderna per tanti altri versi, forse e paradossalmente pi\u00f9 che in quella di altri Paesi.<\/p>\n<p>Non ci sembra quasi vero che un giorno prima di 50 anni or sono il diritto di votare, di essere candidate e di essere elette, non ci fosse ancora dato. In questa bella corte del Municipio di Bellinzona ricordiamo e celebriamo le undici pioniere che, con le elezioni cantonali del 1971, ottennero il mandato di rappresentare i cittadini e, per la prima volta, anche le cittadine che si esprimevano con il proprio voto nel potere legislativo. Linda Brenni, Dionigia Duchini, Ersilia Fossati, Elsa Franconi-Poretti, Rosita Genardini, Elda Marazzi, Rosita Mattei, Alice Moretti, Dina Paltenghi-Gardosi, Ilda Rossi, Marili Terribilini-Fluck: undici elette in un Gran Consiglio di 90 seggi.<\/p>\n<p>Il percorso di democratizzazione e liberalizzazione per arrivare fin qui era stato molto, molto lungo. Quasi due secoli erano trascorsi dalle prime affermazioni moderne dei diritti di libert\u00e0 e uguaglianza della dichiarazione americana di indipendenza del 1776, attraverso la dichiarazione dei diritti universali e le costituzioni francesi, poi la diffusione qui in Europa, con confronti dolorosi, avanzamenti, battute d\u2019arresto e passi indietro. A settant\u2019anni dalla dichiarazione di indipendenza, la Costituzione svizzera del 1848 aveva riconosciuto a livello svizzero il suffragio denominato universale, ma in realt\u00e0 riservato solo agli uomini. Di qui, sono occorsi altri 123 anni perch\u00e9 la Confederazione riconoscesse che questo diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 non \u00e8 universale se le donne ne sono escluse: la modifica della costituzione federale che riconosce il diritto di voto alle donne \u00e8 stata approvata nel 1971. Il Ticino \u00e8 arrivato qualche anno prima, nel 1969. 121 anni dopo la Costituzione federale del 1848.<\/p>\n<p>Erano occorsi 70 anni dalla dichiarazione di indipendenza americana per tradurre i principi di libert\u00e0 e uguaglianza nel suffragio universale della costituzione svizzera. Poi sono occorsi oltre 120 anni perch\u00e9 in questa idea di \u201cuniversale\u201d entrassero anche le donne. I decenni non si contano pi\u00f9.<\/p>\n<p>E il percorso non era naturalmente concluso. Cos\u00ec come il riconoscimento costituzionale del diritto di voto universale (solo per uomini) della Costituzione Federale del 1848 era stato poi realizzato in concreto molto lentamente, il diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 della donna si \u00e8 realizzato e si realizza in modo estremamente lento, forse ancor pi\u00f9 lento.<\/p>\n<p>Pensate: abbiamo dovuto aspettare 50 anni, fino alle ultime elezioni cantonali, quelle di aprile, per vedere per la prima volta occupati da deputate almeno tutti i seggi supplementari che erano stati aggiunti nel Parlamento cantonale proprio in considerazione dell\u2019estensione del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 a noi donne.<\/p>\n<p>I seggi del Gran Consiglio riservato agli uomini erano 65. Subito dopo la votazione popolare del 19 ottobre 1969, in tempi record, Governo e Parlamento proposero una modifica costituzionale per l\u2019aumento dei seggi del Gran Consiglio, accolta in votazione popolare il 31 maggio 1970. Niente ha mai unito il mondo politico e accelerato i suoi tempi come il salvataggio della sedia. In sette mesi e 12 giorni, i seggi del nuovo Gran Consiglio aperto finalmente anche a noi donne sono diventati 90. Ma solo quest\u2019anno \u2013 49 anni dopo &#8211; quei 25 seggi in pi\u00f9 sono stati tutti attribuiti a deputate. Non era mai successo. Ci eravamo andate vicine nel 2015 con 22 elette. Ci siamo arrivate in aprile con 31 elette. Ce n\u2019\u00e8 voluto di tempo.<\/p>\n<p>Vedete bene, dunque, quanto sia lunga e irta di ostacoli la strada verso una vera parit\u00e0 in campo politico. E siamo ancora lontane dalla meta. Anche perch\u00e9 non sono stati compiuti soltanto passi avanti. Ci sono stati anche passi indietro. Molto preoccupanti.<\/p>\n<p>Pensiamo al Consiglio di Stato tutto al maschile per la seconda legislatura consecutiva. \u00c8 vero che l\u2019essere donna non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente per entrare nel Governo cantonale. Ma \u00e8 non meno vero che di donne oggi in grado di svolgere il complesso e impegnativo ruolo di consigliere di Stato, almeno alla pari con i ministri uomini, ce ne sarebbero non poche.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questo il punto: a parit\u00e0 di capacit\u00e0, di qualifiche, di personalit\u00e0, c\u2019\u00e8 ancora oggi qualcosa che penalizza in qualche modo la candidata rispetto al candidato. Per una ragione o per l\u2019altra, per quanto concerne l\u2019Esecutivo siamo ai piedi della scala. Una situazione a dir poco disarmante. E per quanto attiene al Legislativo, come detto, solo quest\u2019anno \u00e8 stato per cos\u00ec dire raggiunto il minimo sindacale.<\/p>\n<p>I partiti, soprattutto loro, devono ancora lavorare molto per promuovere la presenza femminile nelle istituzioni e per garantire una effettiva parit\u00e0 di partenza: dal livello istituzionale pi\u00f9 vicino ai cittadini, il Comune, su su fino alle cariche federali. E permettetemi qui di ricordare anche Alma Bacciarini, la prima donna Ticinese eletta in Consiglio Nazionale, nel 1979.\u00a0 Quanti Comuni ticinesi non hanno mai avuto una sindaca? Quando in Consiglio di Stato avremo di nuovo almeno due donne? Quando manderemo alla Camera dei Cantoni la prima rappresentante del Ticino? E quando potremo veder eletta la prima donna del nostro Cantone nel Consiglio federale?<\/p>\n<p>Avessimo conseguito una parit\u00e0 piena in ambito politico, non ci porremmo nemmeno queste domande. Sarebbero domande superate dai fatti, cio\u00e8 dall\u2019avanzamento delle donne, con le individualit\u00e0, le personalit\u00e0, le competenze, le capacit\u00e0, il profilo politico di ognuna, nelle istituzioni. Raggiunta la meta, la domanda non sarebbe pi\u00f9: <strong>quando<\/strong> una donna agli Stati o in Consiglio federale? Bens\u00ec: <strong>quale<\/strong> donna? Con quali idee e quale visione?<\/p>\n<p>Il fatto che tutte queste domande, tante, non abbiano ancora una risposta ci dice invece che il 1969 \u00e8 stata solo la prima pietra di un edificio tuttora in costruzione. Una prima pietra fondamentale, certo, ma una prima pietra, non la casa a tetto.<\/p>\n<p>Per questo l\u2019esempio delle undici deputate pioniere nella nostra democrazia \u00e8 da ricordare e coltivare. Prima di tutto per la gratitudine verso queste valorose \u201capripista\u201d. Ma anche quale richiamo di attenzione costante rivolto ai partiti (spetterebbe prima di tutto a loro attivarsi nell\u2019incentivare e promuovere candidature femminili non di mera facciata) e alla societ\u00e0 civile (affinch\u00e9 scompaiano certi pregiudizi non ancora del tutto superati). Pietra dopo pietra l\u2019edificio della parit\u00e0 va costruito con la stessa determinazione di queste pioniere, con la medesima tenacia, costanza e forza d\u2019animo. E con pari coraggio politico.<\/p>\n<p>Questo anniversario sia quindi una festa che, con la solida coscienza del lungo passato, ci faccia guardare avanti e lavorare per il futuro. Vi ringrazio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marina Masoni \/ 18.10.2019<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donne in cammino, Bellinzona, 19 ottobre 2019 Mezzo secolo, soltanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3426"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3426"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3427,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3426\/revisions\/3427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}