{"id":3662,"date":"2024-05-08T14:02:25","date_gmt":"2024-05-08T14:02:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/?p=3662"},"modified":"2024-05-08T14:02:25","modified_gmt":"2024-05-08T14:02:25","slug":"intervista-ticino-economico-27-02-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/intervista-ticino-economico-27-02-2019\/","title":{"rendered":"Intervista Ticino Economico &#8211; 27.02.2019"},"content":{"rendered":"<ol>\n<li><strong>Lei, prima da responsabile del DFE e poi da presidente di Ticino Moda, \u00e8 sempre stata in prima linea nel promuovere l\u2019economia ticinese. Ci pu\u00f2 dire in che modo \u00e8 cambiata negli anni? <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dobbiamo tenere ben presenti almeno cinque fattori che hanno cambiato in modo sostanziale il contesto nel quale l\u2019economia ticinese opera: a) la maggiore apertura del mercato determinata dagli Accordi bilaterali, soprattutto con la libera circolazione delle persone, dal 1. giugno 2002 a tappe, fino alla piena applicazione dal 2007; b) la crisi del debito, con le successive gravi ripercussioni sulla finanza internazionale e sulla crescita economica, nel 2007-2008; c) il parziale smantellamento del segreto bancario in parte come conseguenza di quella crisi internazionale; d) l\u2019indebolimento strutturale dell\u2019economia italiana; e) la solidit\u00e0 e il rafforzamento del franco svizzero. Questi cinque fattori hanno esercitato una pressione molto forte sull\u2019economia ticinese. Che ha saputo comunque affrontare bene la nuova situazione, diversificandosi ancor pi\u00f9, in particolare nel ramo industriale. L\u2019economia ticinese ha creato parecchi posti di lavoro e ha evitato il rischio di un degrado generale dei livelli salariali, che molti temevano. Ci sono s\u00ec situazioni problematiche, e anche casi non dignitosi, ma nell\u2019insieme i numeri misurati dalle diverse statistiche ci dicono che il Ticino finora ha retto. Il merito \u00e8 anche della contrattazione collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Secondo lei oggi di che cosa ha bisogno il Ticino economico per diventare ancora pi\u00f9 attrattivo?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dobbiamo agire su molti fronti, dalla scuola e formazione, ai collegamenti, alla certezza del diritto, alla cultura. Ma ci sono almeno cinque esigenze che sono ormai diventate emergenze: a) recuperare concorrenzialit\u00e0 fiscale. Molti non vogliono sentir parlare di questo problema, ma i fatti purtroppo parlano un linguaggio molto chiaro: abbiamo perso terreno nella fiscalit\u00e0. In un mercato aperto le aziende e gli investitori sono molto sensibili su questo fronte; e non \u00e8 un discorso limitato alle imposte dirette, bens\u00ec esteso anche a tutte le tasse causali e a molte altre scelte che generano costi troppo elevati a chi fa impresa; b) ridurre i tempi e i costi delle procedure burocratiche necessarie per realizzare nuovi progetti aziendali che devono confrontarsi con i limiti della pianificazione territoriale, e con l\u2019ottenimento delle pi\u00f9 svariate autorizzazioni e licenze: sono vere e proprie corse ad ostacoli, che ci penalizzano; c) salvaguardare l\u2019apertura del mercato, quindi il quadro di riferimento dei Bilaterali: per un\u2019economia con una forte componente d\u2019esportazione questo \u00e8 essenziale; d) dare maggiore efficacia ai collegamenti: sono stati fatti passi avanti (pensiamo all\u2019AlpTransit, alla galleria Vedeggio-Cassarate), ma la nostra mobilit\u00e0 \u00e8 ancora troppo a rischio. Basta un piccolo incidente e tutto si ferma &#8211; e il completamento di Alptransit (Lugano-Chiasso e Cadempino-Biasca) non \u00e8 nemmeno progettato; e) restituire vita ai centri cittadini, in particolare a Lugano: per il turismo e il commercio questo \u00e8 fondamentale; le opportunit\u00e0 date dal LAC vanno colte appieno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Quali sono e saranno i settori chiave sui quali il Ticino deve insistere? Perch\u00e9?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La questione \u00e8 controversa e rischiosa. Dobbiamo naturalmente prepararci e pensare a lungo termine, ma sarebbe un errore calare sulla realt\u00e0 economica schemi dirigistici. Non possiamo n\u00e9 siamo in grado di programmare i contenuti del fare impresa in Ticino. Sono scelte che spettano esclusivamente agli imprenditori e agli investitori. Cos\u00ec come non siamo in grado di dire che professioni faranno sull\u2019arco della loro vita le ragazze e i ragazzi che oggi frequentano le scuole elementari. Quindi la risposta pi\u00f9 appropriata \u00e8: diversificazione. Nella formazione, questo significa che dobbiamo dare ai giovani una buona preparazione e cultura generale e soprattutto insegnare a imparare. Quanto pi\u00f9 diversificata sar\u00e0 l\u2019economia ticinese, quanto pi\u00f9 chi vive sul nostro territorio sar\u00e0 in grado di imparare e ri-imparare, tante pi\u00f9 opportunit\u00e0 il Ticino avr\u00e0 di inserirsi in modo vincente nel contesto economico generale.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong>La politica qualche strumento per orientare l\u2019economia lo possiede. Secondo lei quali misure sono necessarie per incrementare il PIL?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Dobbiamo innanzitutto essere un territorio e una comunit\u00e0 ben disposti e accoglienti nei confronti delle attivit\u00e0 imprenditoriali. Sembra una banalit\u00e0, ma non \u00e8 affatto scontato che sia cos\u00ec. Lo abbiamo visto in tempi recenti. La partenza di alcune imprese \u00e8 stata salutata da molte persone come una notizia positiva. Questo \u00e8 un segnale d\u2019allarme: competenze, attivit\u00e0, gettiti, posti di lavoro persi non possono essere una notizia positiva. Anche perch\u00e9 chi sostiene queste tesi (come ad esempio quella che il settore della moda non sia utile allo sviluppo del Ticino), non indica alternative su cui puntare. \u00c8 un atteggiamento pericoloso. Non ci sono rami buoni e rami cattivi: questo manicheismo non fa crescere di un solo franco il PIL e nemmeno contribuisce a migliorare le condizioni generali. Tutt\u2019altro. Gli strumenti pi\u00f9 efficaci per incentivare, pi\u00f9 che orientare, l\u2019economia sono noti: fiscalit\u00e0 attrattiva, burocrazia contenuta, certezza del diritto, giustizia celere, mobilit\u00e0 efficace, risorse umane qualificate, apertura del mercato, servizi efficienti, buona qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong>I rapporti del Ticino con l\u2019Italia, negli ultimi anni, hanno fatto molto parlare (leggi frontalieri, ristorni, padroncini, ecc). A suo giudizio la strada intrapresa dal Governo cantonale e da quello federale \u00e8 quella giusta oppure occorre agire diversamente?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>I problemi con l\u2019Italia non derivano dagli Accordi bilaterali, ma dall\u2019indebolimento strutturale del sistema economico italiano. Questo fattore crea pressione sul Ticino e tensioni politiche. L\u2019Italia che arranca non concede ci\u00f2 che dovrebbe essere normale in un contesto di apertura del mercato. Se a questo aggiungiamo i chiari di luna politici nella penisola, ecco spiegate le difficolt\u00e0 che perdurano. Roma non riesce a trovare una soluzione per la situazione disperata in cui si trova il Comune di Campione d\u2019Italia: figuriamoci se \u00e8 pronta a risolvere le questioni aperte con il nostro Paese. Pertanto, finch\u00e9 l\u2019Italia non ritrover\u00e0 la via della crescita economica sana e duratura, sar\u00e0 difficile che i rapporti con Roma non facciamo pi\u00f9 parlare e polemizzare. Berna e Bellinzona fanno quello che possono: le soluzioni non dipendono solo o tanto da loro.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li><strong>Mi d\u00e0 tre aggettivi per descrivere il Ticino economico?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>A tratti timoroso, a tratti coraggioso, ma sempre concreto, tenace, competente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei, prima da responsabile del DFE e poi da presidente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[13],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3662"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3662"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3662\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3663,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3662\/revisions\/3663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}