{"id":3665,"date":"2024-05-08T14:15:47","date_gmt":"2024-05-08T14:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/?p=3665"},"modified":"2024-05-08T14:15:47","modified_gmt":"2024-05-08T14:15:47","slug":"relazione-allassemblea-annuale-di-ticinomoda-2018-22-05-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/relazione-allassemblea-annuale-di-ticinomoda-2018-22-05-2018\/","title":{"rendered":"Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2018 &#8211; 22.05.2018"},"content":{"rendered":"<p><strong>Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2018<\/strong><\/p>\n<p><strong>22 maggio 2018, LAC, Lugano<\/strong><\/p>\n<p>Non finiremo mai di stupirci per quanto accade in questa stagione politica. I numeri della nostra economia sono complessivamente di segno positivo, ma questo sembra dare fastidio, sembra disturbare una parte del mondo politico e dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Affermare che l\u2019economia ticinese cresce, attira e fa nascere nuove imprese, crea molti pi\u00f9 posti di lavoro di quanti ne vengano soppressi nelle aziende in difficolt\u00e0 (ce ne sono naturalmente), affermare questo viene considerato quasi un reato politico, nella migliore delle ipotesi una mancanza di riguardo verso le persone che hanno perso il lavoro e non riescono a ricollocarsi o verso le piccole imprese che devono confrontarsi con la concorrenza molto pressante di chi viene da fuori confine. Qua e l\u00e0 fa capolino la convinzione che i meriti, l\u2019impegno, le capacit\u00e0, i successi degli uni siano addirittura la causa dei mali e delle difficolt\u00e0 degli altri.<\/p>\n<p>Sono segnali preoccupanti di un malessere difficile da interpretare, sulle cui cause potremmo soffermarci molto a lungo, e di una sfiducia &#8211; non sappiamo bene quanto diffusa \u2013 verso l\u2019economia di mercato. \u00c8 gi\u00e0 stato detto in altre occasioni ma \u00e8 un punto che va rilevato ancora: fino a pochi anni fa, l\u2019insediamento di una grande azienda in Ticino era una notizia positiva, l\u2019indicatore della forza competitiva del nostro territorio nel contesto del mercato europeo e nel processo della globalizzazione; oggi capita invece che qualcuno accolga come una notizia positiva la partenza dal Ticino di una grande azienda, vista come un togliere dal nostro territorio un elemento estraneo, di disturbo. E capita pure che qualcuno veda in modo negativo, guardi di traverso e con sospetto la competitivit\u00e0 delle nostre aziende sui mercati internazionali.<\/p>\n<p>\u00c8 un ribaltamento completo del paradigma economico alla base del nostro modello di societ\u00e0 che ha quale motore il libero mercato, la libert\u00e0 di fare impresa, naturalmente nel quadro delle leggi che tutelano chi lavora, il territorio, il suo ambiente, chi ci vive.<\/p>\n<p>Il nostro ramo, anzi il nostro metasettore, come \u00e8 stato definito dall\u2019Istituto di ricerche economiche gi\u00e0 nello studio del 2013, vive sulla propria pelle questo cambiamento. In un\u2019intervista dello scorso mese di marzo, il professor Rico Maggi, direttore dell\u2019IRE, ha affermato che la Fashion Valley, la valle della moda \u00e8 nello stesso tempo amata e odiata dal Ticino che la ospita. Per tutti voi, per tutti noi, questo risulta incomprensibile: non c\u2019\u00e8 una spiegazione razionale. Ma dobbiamo prendere atto che \u00e8 cos\u00ec. Forse accade oggi con l\u2019industria della moda ci\u00f2 che accadeva negli anni passati con il ramo delle banche: amato e odiato anch\u2019esso nello stesso tempo.<\/p>\n<p>Sta prima di tutto a noi lavorare affinch\u00e9 l\u2019industria della moda sia percepita dal Ticino per quello che essa realmente \u00e8: un motore economico che diversifica le opportunit\u00e0 di crescita e quindi riduce sensibilmente i rischi dei contraccolpi recessivi.<\/p>\n<p>Questo punto fondamentale, quello della diversificazione del nostro substrato economico, forse non \u00e8 percepito nella giusta misura e non \u00e8 valorizzato a sufficienza. Eppure \u00e8 essenziale in un territorio di piccole dimensioni come il Ticino, in un\u2019economia di frontiera incuneata in una regione \u2013 la Lombardia \u2013 che \u00e8 una potenza economica nel contesto delle regioni europee. Spesso in passato gli analisti e gli economisti avevano indicato nella monocultura finanziaria un fattore di rischio o di fragilit\u00e0 per il Ticino. In realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 mai stata una vera e propria monocultura finanziaria. \u00c8 per\u00f2 vero che i colpi di tosse delle banche e delle fiduciarie potevano fare molto male all\u2019intero Ticino. Per questa ragione, la crescita e il rafforzamento vigoroso di un ramo industriale come il nostro, che nella sua lunga storia ha saputo affrontare molte crisi pesanti e che negli anni Novanta ha saputo superare una crisi strutturale profonda, che ha saputo riorientarsi e reinventarsi in un mercato pi\u00f9 aperto, e quindi pi\u00f9 difficile, che ha saputo attirare qui marchi internazionali, \u00e8 un asso che l\u2019intera societ\u00e0 ticinese deve saper giocare con grande intelligenza.<\/p>\n<p>Per la nostra associazione \u00e8 scontato che questo debba avvenire rispettando le regole, appunto, del gioco. E qui permettetemi una breve digressione sul recente episodio che ha innescato discussioni e polemiche delle quali avremmo tutti fatto volentieri a meno: \u00e8 il caso Philipp Plein.<\/p>\n<p>Sappiamo quali siano da un lato i vantaggi e dall\u2019altro i problemi che un mercato del lavoro maggiormente aperto, grazie agli Accordi bilaterali, comporta. Non ci sono solo vantaggi e non ci sono solo problemi. Dobbiamo cercare di ottimizzare i primi e minimizzare i secondi, ben consapevoli che molto dipende dalle regole ma molto dipende anche dalla correttezza dei comportamenti individuali. Nessuno, per il solo fatto di pagare molte imposte nel nostro cantone, pu\u00f2 pretendere di fare quello che vuole. Tra le esigenze dei clienti e dei fornitori, quelle dell\u2019azienda e quelle dei suoi collaboratori c\u2019\u00e8 sempre il modo di trovare una conciliazione nell\u2019interesse di tutte le parti. Il modello svizzero, fondato sulla pace sociale, ha fatto di questa conciliazione tra interessi che possono esser divergenti il suo metodo e il suo strumento. Con risultati incontestabilmente positivi.<\/p>\n<p>Questa convinzione ha portato Ticinomoda a concordare e sottoscrivere ben due contratti collettivi di lavoro: uno nel settore della produzione con OCST e UNIA e uno per gli impiegati di commercio (con l\u2019adesione al CCL stipulato da Camera di commercio, OCST e Societ\u00e0 impiegati di commercio). Queste scelte sono state fatte con grande convinzione per garantire la massima trasparenza e correttezza tra partner sociali a tutela dei lavoratori. Il nostro sito www.ticinomoda.ch permette a chiunque di verificarlo.<\/p>\n<p>Il marchio Philipp Plein non \u00e8 e non \u00e8 mai stato un nostro associato. Non spetta a noi n\u00e9 accertare n\u00e9 giudicare cosa sia effettivamente successo nella sede di Lugano dell\u2019azienda. La reazione e le dichiarazioni fatte pubblicamente dall\u2019interessato non possono per\u00f2 trovare la nostra approvazione. Le regole vanno rispettate, anche tutte quelle stabilite dalla legislazione sul lavoro. Nella nostra democrazia possiamo, e in una certa misura dobbiamo, impegnarci per cambiare le normative inadeguate, superate o eccessivamente burocratiche. Ma finch\u00e9 sono in vigore, finch\u00e9 non vengono democraticamente cambiate, le regole vanno rispettate. Anche se e quando non ci piacciono. Ci sono norme per certi aspetti rigide: ma la capacit\u00e0 imprenditoriale consiste anche nel ritagliarsi la necessaria e sufficiente flessibilit\u00e0 all\u2019interno, non al di fuori, di queste regole. Non si pu\u00f2 fare ci\u00f2 che si vuole.<\/p>\n<p>Voi sapete che il nostro statuto prevede l\u2019esclusione dall\u2019associazione in caso di infrazioni gravi. Siamo gi\u00e0 intervenuti e abbiamo in corso anche una causa civile con un\u2019ex associata inadempiente con i contratti collettivi. Rappresentiamo 31 aziende che contano circa 6\u2019000 dipendenti (sul totale di 8&#8217;000 dell\u2019intero ramo della moda). Per noi \u00e8 fondamentale il rispetto dei contratti collettivi di lavoro tanto quanto il poter operare in un\u2019economia pi\u00f9 aperta e in un mercato del lavoro che, rispetto al passato, offre all\u2019imprenditore molte pi\u00f9 possibilit\u00e0 e opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo si riallaccia alle considerazioni iniziali. Se \u00e8 vero, per dirla con il professor Rico Maggi, che il metasettore della moda \u00e8 amato e odiato nello stesso tempo, dobbiamo promuovere linee di comportamento corrette, che ci facciano piuttosto amare che odiare, o almeno che ci facciano rispettare come aziende serie. Gli imprenditori pensano spesso di poter fare poco per superare la sfiducia che oggi, indubbiamente, vi \u00e8 in una parte della popolazione verso i meccanismi del libero mercato e della libera concorrenza; ma di certo ognuno pu\u00f2 dare il suo contributo, dimostrando con i fatti che si pu\u00f2 competere senza arroganza e con correttezza. Le vostre aziende lo dimostrano quotidianamente. E questo \u00e8 un vantaggio competitivo, nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 nobile del termine, che dobbiamo tenerci ben stretto.<\/p>\n<p>Solo cos\u00ec &#8211; e qui giungiamo ad un nodo di vitale importanza \u2013 solo cos\u00ec potremo contribuire a creare il consenso sufficiente affinch\u00e9 lo Stato predisponga le condizioni quadro pi\u00f9 adatte alle esigenze poste dal contesto economico generale. Il riferimento \u00e8 all\u2019indispensabile adattamento del sistema fiscale. Lo diciamo da tempo: il Ticino \u00e8 rimasto fermo per troppi anni sul fronte del riformismo fiscale. L\u2019ultimo cambiamento sostanziale era entrato in vigore nel 2003 (sono dunque passati 15 anni), in concomitanza con il passaggio dalla tassazione biennale a quella annuale per le persone fisiche.<\/p>\n<p>Qualcosa si \u00e8 mosso quest\u2019anno con l\u2019approvazione in votazione popolare della riforma denominata \u201cfiscale e sociale\u201d. \u00c8 stata un\u2019approvazione con uno scarto minimo per un pacchetto di una modestia disarmante e che presentava e presenta tasselli poco soddisfacenti. La situazione si \u00e8 comunque sbloccata. Decisamente positivo \u00e8 il primo passo di diminuzione delle aliquote fiscali sulla sostanza e sul capitale.<\/p>\n<p>Manca invece \u2013 ed \u00e8 una lacuna pesantissima \u2013 la diminuzione dell\u2019aliquota sugli utili delle persone giuridiche. Il Ticino su questo fronte non \u00e8 pi\u00f9 concorrenziale. E non pu\u00f2 davvero pi\u00f9 permettersi di temporeggiare. Il confronto intercantonale \u00e8 per noi penalizzante. Questo \u00e8 un fattore di rischio molto elevato nel momento in cui, per le pressioni internazionali e anche per ragioni di parit\u00e0 di trattamento in un\u2019economia aperta e globalizzata, le tassazioni speciali per determinate categorie di aziende non sono pi\u00f9 accettate e dovranno essere soppresse. Va da s\u00e9 che l\u2019abolizione di queste forme di imposizione vantaggiose e concorrenziali non pu\u00f2 avvenire senza una riduzione sostanziosa dell\u2019aliquota ordinaria sugli utili aziendali. Questo \u00e8 un punto determinante per l\u2019economia del canton Ticino. Occorre quindi attivare il processo legislativo che porti quanto prima ad abbassare questa aliquota almeno al 6%. E siccome nel nostro Paese e nell\u2019attuale contesto non \u00e8 immaginabile, per ragioni di consenso politico, una riduzione in un sol colpo, ma si dovr\u00e0 prevedere presumibilmente una gradualit\u00e0 su tre anni, partire con i lavori \u00e8 un\u2019urgenza non differibile. Il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell\u2019economia, che ha saputo portare a buon fine il pacchetto fiscale approvato dai cittadini il 29 aprile, ha certamente l\u2019appoggio di Ticinomoda e, penso, delle altre associazioni economiche.<\/p>\n<p>Il riformismo fiscale non pu\u00f2 fermarsi al 29 aprile 2018. Una politica fiscale che favorisca le attivit\u00e0 produttive e le attivit\u00e0 di servizio che supportano le prime (ogni tanto, nel dibattito pubblico, dovremmo ricordare che non basta produrre merci: bisogna trasportarle, stoccarle, confezionarle, promuoverle, venderle), una politica fiscale incentivante \u00e8 necessaria a maggior ragione in un territorio di frontiera e di transito come il nostro. La fiscalit\u00e0 troppo pesante impedisce lo sviluppo di nuovi motori economici e annulla i vantaggi dati da altre condizioni quadro. Una fiscalit\u00e0 concorrenziale \u00e8 invece il complemento necessario alla paletta degli altri fattori che favoriscono l\u2019attivit\u00e0 economica: certezza del diritto, pace sociale, efficienza amministrativa, bellezza del paesaggio, mercato del lavoro, sistema della formazione.<\/p>\n<p>E voi sapete che la formazione \u00e8 uno degli impegni prioritari della nostra associazione, con l\u2019obiettivo strategico di offrire alle aziende della moda personale qualificato e aggiornato nelle sue competenze perch\u00e9 siano radicate al meglio nostro territorio. Sono stati fatti passi molto importanti. In particolare collaboriamo con la SAMS e con la STA (Scuola specializzata superiore di tecnica dell\u2019abbigliamento e della moda), con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e anche con l\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana e i suoi istituti, sia per la formazione di base sia per la formazione continua. Un\u2019iniziativa di grande rilievo \u00e8 quella concretizzata nel settembre 2016 e coronata proprio oggi con la consegna dei diplomi: il Certificato di studi avanzati (Certificate for Advanced Studies, CAS) Smart e-Fashion, una formazione di alto livello per i profili e le professioni della moda.<\/p>\n<p>Dell\u2019intera paletta delle condizioni quadro ci occupiamo grazie anche alla strettissima collaborazione con la Camera di commercio, curando in particolare le relazioni con l\u2019autorit\u00e0 cantonale e con i Comuni quando ci sono questioni di portata locale.<\/p>\n<p>Crescere e diversificare: questa dovrebbe essere la scelta strategica della politica economica nel nostro territorio. Affiancare, ai motori tradizionali di sviluppo, nuovi motori. \u00c8 il modo migliore per rendere pi\u00f9 solido il substrato economico cantonale.<\/p>\n<p>La riconversione della vecchia gloriosa industria tessile nell\u2019industria della moda nella cosiddetta Fashion Valley, rientra perfettamente in questa visione. E se oggi le aziende della moda sono tra i maggiori contribuenti, se non i maggiori, occorre dare continuit\u00e0 a questa presenza anche con una politica fiscale attrattiva. \u00c8 nell\u2019interesse dell\u2019intera nostra comunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2018 22 maggio 2018, LAC, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3665"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3666,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3665\/revisions\/3666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}