{"id":3669,"date":"2024-05-08T14:17:23","date_gmt":"2024-05-08T14:17:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/?p=3669"},"modified":"2024-05-08T14:17:23","modified_gmt":"2024-05-08T14:17:23","slug":"relazione-allassemblea-annuale-di-ticinomoda-2023-23-05-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/relazione-allassemblea-annuale-di-ticinomoda-2023-23-05-2023\/","title":{"rendered":"Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2023 &#8211; 23.05.2023"},"content":{"rendered":"<p><strong>Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2023, 23 maggio 2023, LAC, Lugano<\/strong><\/p>\n<p><strong>La permacrisi c\u2019\u00e8 davvero? <\/strong><\/p>\n<p>La vostra presenza qui, oggi, dimostra ancora una volta che il nostro settore (tecnicamente meta-settore) sa affrontare colpi anche molto duri. La pandemia con le misure di protezione dai contagi ha avuto ripercussioni gravi, la guerra avviata dalla Russia con l\u2019aggressione dell\u2019Ucraina e le conseguenti sanzioni economiche pure, il rarefarsi dell\u2019offerta energetica con l\u2019aumento dei costi anche. Ma quello che vediamo noi, quello che rappresentate qui voi \u00e8 un forte dinamismo imprenditoriale, una notevole capacit\u00e0 di rispondere ai cambiamenti e alle difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Molte aziende hanno sofferto, alcune non ce l\u2019hanno fatta e hanno chiuso, altre si sono trasferite o hanno ridotto gli effettivi. Altre ancora, e siete voi che siete qui oggi, hanno per\u00f2 saputo trasformarsi, cogliere nuove occasioni, crescere. In base alla nostra esperienza possiamo dire che per ogni azienda che chiude, o riduce l\u2019attivit\u00e0 o lascia il territorio, altre crescono, potenziano i loro effettivi o si traferiscono qui. Le nostre associate, che voi rappresentate oggi, hanno nel complesso lo stesso numero di addetti che avevano nel 2019. I pi\u00f9 pessimisti tra noi potrebbero dire che il saldo \u00e8 stagnante, ma guardando a tutto quello che \u00e8 successo in questi quattro anni, oso dire che \u00e8 un buon risultato.<\/p>\n<p>Nella nostra tradizione ultracentenaria sul territorio Ticinese, a partire dal settore dell\u2019abbigliamento, la moda ha dovuto reinventarsi e rinnovarsi continuamente. Ma ha dimostrato e sta dimostrando di saperlo fare. Non saremmo qui oggi se non fosse cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ticinomoda fa la sua parte: come associazione di categoria ci concentriamo sui contratti collettivi, sulla formazione e sulle condizioni quadro.<\/p>\n<p>Contratti collettivi: Ticinomoda ha sottoscritto due contratti collettivi di lavoro che si applicano a ognuna delle nostre associate (uno per gli addetti alla produzione e uno per gli impiegati di ufficio, compresa la logistica): le commissioni paritetiche controllano che vengano applicati. Anche in questi anni difficili, con i sindacati le discussioni sono spesso vivaci, ma sempre costruttive. \u00c8 una tradizione del nostro Paese che cerchiamo di tenerci stretta.<\/p>\n<p>Formazione: oltre le attivit\u00e0 ordinarie (formazione di base e continua con la camera di commercio e con le scuole della moda SAMS e STA), abbiamo programmato e avviato nel gennaio di quest\u2019anno il secondo master in Fashion Innovation in stretta collaborazione tra le nostre aziende e SUPSI. Stiamo ora lavorando al progetto di un premio per il migliore lavoro di master di studenti sia USI sia SUPSI che abbia per oggetto la moda. Roberto Lombardi, che ringrazio per il grande lavoro svolto per la definizione del master, vi presenter\u00e0 tra poco brevemente l\u2019idea di questo premio.<\/p>\n<p>Per le condizioni quadro, sosteniamo gli sforzi generali e le fatiche di Sisifo della Camera di Commercio, che ringraziamo, consapevoli che lo spirito del tempo non \u00e8 favorevole all\u2019impresa e al lavoro. Approfitto per\u00f2 della presenza del ministro delle finanze e dell\u2019economia per perorare la causa degli sgravi fiscali alle persone fisiche: soprattutto dopo la prevedibile prossima approvazione dell\u2019imposizione minima internazionale per le grandi aziende, il fattore del carico fiscale delle persone fisiche acquisisce maggior importanza nella competitivit\u00e0 del territorio. Vale per i manager, che devono scegliere dove stabilirsi, ma naturalmente anche e soprattutto per chi nel nostro territorio gi\u00e0 vive e lavora. Dobbiamo salvaguardare i redditi e il lavoro, non spingere cittadine e cittadini a dipendere dai sussidi o a trasferirsi. La correzione della progressione a freddo fa la sua parte, ma non \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p>E non dimentichiamo che ogni aumento di valutazione fiscale (come quelli intervenuti negli scorsi anni) o delle stime immobiliari (come quello previsto entro due anni) \u00e8 un secco, doppio aumento delle imposte.<\/p>\n<p>Di certo, il clima politico non \u00e8 dei migliori e men che meno \u00e8 dei pi\u00f9 costruttivi. La campagna elettorale per le elezioni cantonali si \u00e8 appena conclusa, per le elezioni federali gi\u00e0 si sono accesi i motori, e dietro l\u2019angolo stanno le elezioni comunali, che tradizionalmente scaldano gli animi dei Ticinesi pi\u00f9 delle altre. Difficile immaginarci i toni che sentiremo e gli epiteti che gireranno. Quindi ci congratuliamo con il Consigliere di Stato per la sua rielezione, ma anche e soprattutto perch\u00e9 \u00e8 riuscito a mantenere toni equilibrati nel guazzabuglio degli ultimi mesi. Ora gli auguriamo buon lavoro e tanto coraggio, perch\u00e9 la politica non pu\u00f2 restare bloccata ancora per un anno, un altro anno.<\/p>\n<p>Oggi sentiamo parlare di \u201cpermacrisi\u201d: \u00e8 un neologismo poco elegante, a dire il vero, che \u00e8 stato designato parola dell\u2019anno 2022 da Collins, nel mondo anglofono, e sta arrivando anche qui. Sta a dire che da qualche tempo saremmo entrati (e ci si riferisce normalmente all\u2019Occidente) in uno stato nuovo di crisi ravvicinate, tensione permanente, emergenze sovrapposte: crisi permanente, abbreviata in permacrisi.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero una situazione cos\u00ec nuova? Da parte mia ho seri dubbi. Ho dubbi di principio, naturalmente, perch\u00e9 l&#8217;incertezza e l&#8217;instabilit\u00e0 sono intrinseche alla vita; le crisi e le difficolt\u00e0 sono intrinseche a qualsiasi attivit\u00e0. Nell\u2019idea che una crisi permanente sia una novit\u00e0 del terzo millennio giuoca certamente un ruolo una naturale dose di egocentrismo umano e la debolezza della nostra memoria storica che fa pensare a ogni generazione e a ogni tempo di essere unici e nuovi. Da un certo punto di vista \u00e8 una verit\u00e0, anche perch\u00e9 ogni essere umano \u00e8 unico e nuovo, ogni momento storico lo \u00e8. Ma le difficolt\u00e0 e le crisi non sono nuove. Non \u00e8 nemmeno nuovo che siano gravi, ravvicinate. Impreviste, anche quando a ritroso ci sembrano evidenti.<\/p>\n<p>Pensiamo a un esempio concreto: per l\u2019Europa, i primi 23 anni del terzo millennio sono stati davvero peggio dei primi 23 anni del Novecento? Da che punto di vista? Non da quello della pandemia: l\u2019influenza del 1918-20 era stata pi\u00f9 drammatica ancora del Coronavirus, le stime pi\u00f9 prudenti arrivano a almeno cinquanta milioni di morti, una vera strage. Non da quello dell\u2019inflazione: in Svizzera abbiamo i dati precisi solo dal giugno del 1914, ma tra il 1914 e il 1923 si oscilla tra la deflazione e l\u2019inflazione, che arriva a superare il 20% annuo. Per confronto: dal giugno del 1914 all\u2019aprile del 1923, l\u2019inflazione complessiva in Svizzera \u00e8 del 61,7%; dal giugno 2014 all\u2019aprile 2023, l\u2019inflazione totale \u00e8 del 4,7%. In Germania, tra il 1919 e il 1923 l\u2019inflazione aveva superato il 600% all\u2019anno; in Italia il 300% annuo; in Austria il 1000%: da farci rabbrividire e da far impallidire anche le peggiori inflazioni dei giorni nostri. Dal punto di vista dell\u2019instabilit\u00e0 geopolitica e delle guerre nemmeno: non occorre ricordare gli orrori e le devastazioni della prima guerra mondiale.<\/p>\n<p>Fatico a trovare in cosa i nostri tempi sarebbero peggiori. Naturalmente la prospettiva cambia se scegliamo riferimenti temporali a caso (come mentalmente facciamo spesso): se paragoniamo gli ultimi 4 anni a un qualsiasi quadriennio di pace e prosperit\u00e0 dell\u2019Occidente. O magari se pensiamo ad altre regioni come gli Stati Uniti: ma il Novecento non ha risparmiato difficolt\u00e0 nemmeno a loro.<\/p>\n<p>Forse la percezione diffusa di trovarci in una modalit\u00e0 nuova di crisi continue \u00e8 dovuta all\u2019accelerazione portentosa e alla diffusione capillare delle informazioni e delle comunicazioni, al fatto che tutto quello che succede in ogni angolo del mondo sembra succedere \u201cqui e adesso\u201d. Le ragioni di questa sensazione possono essere molteplici, non tutte concrete e misurabili, e non vogliamo n\u00e9 possiamo analizzarle oggi.<\/p>\n<p>Per\u00f2 \u00e8 giusto innanzitutto esaminare la fondatezza di questo termine. E poi chiederci come vogliamo, semmai, rispondere. Mi pare contraddittorio concludere che siamo entrati in permacrisi e rispondere con l\u2019immobilismo, con la domanda perpetua di sicurezza senza libert\u00e0, con l\u2019incapacit\u00e0 di aggiornarci. Questa espressione non pu\u00f2 diventare un alibi.<\/p>\n<p>Se nel terzo millennio \u00e8 davvero iniziata una permacrisi, dobbiamo concludere che le aziende hanno saputo rispondere e rispondono con agilit\u00e0 permanente, adeguamento permanente. E che le nostre liberaldemocrazie devono riflettere bene sul da farsi: non potremo rispondere con il diritto d\u2019emergenza permanente. Non potremo trasformare gli strumenti di necessit\u00e0 e di urgenza in utensili quotidiani.<\/p>\n<p>Se la permacrisi \u00e8 davvero qui, dobbiamo seriamente lavorare per creare strumenti con cui le liberaldemocrazie la possano affrontare. Si tratta di scongiurare i rischi e le tentazioni totalitarie, antidemocratiche, illiberali e &#8211; continuando con il paragone con i primi anni del Novecento &#8211; anche devastanti, distruttive, che una situazione di crisi permanente aggraverebbe. Si tratta di aggiornare le liberaldemocrazie, rimanendo societ\u00e0 aperte liberaldemocratiche, vivaci, pluraliste, coinvolgenti e ben preparate, in grado di creare benessere, capaci di trovare il consenso sulle risposte da dare.<\/p>\n<p>Se la ragione concludesse che la permacrisi c\u2019\u00e8 davvero, ci troveremmo di fronte a un compito difficile, da affrontare con l\u2019ottimismo della volont\u00e0. Ma forse i nostri illustri ospiti ci daranno, con le loro analisi e i loro progetti, anche altri motivi di ottimismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione all\u2019assemblea annuale di Ticinomoda 2023, 23 maggio 2023, LAC, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[10,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3669"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3670,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3669\/revisions\/3670"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marinamasoni.ch\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}