Il 20 luglio del 2000 moriva Giuseppe Buffi. Uno dei migliori consiglieri di Stato che il Ticino si sia dato. In questo momento di ricordo gli si rende giustamente omaggio per quella che è unanimemente riconosciuta come la sua più importante realizzazione: l’Università della Svizzera Italiana. Prima di Buffi il Ticino non era un Cantone universitario – aveva sognato spesso di esserlo, fin dai tempi del Franscini; aveva anche tentato qualche progetto, ma senza riuscire a realizzarlo -; con Buffi, il Ticino è diventato Cantone universitario. L’intera Svizzera italiana non gliene sarà mai sufficientemente grata. Ma i meriti di Buffi e il suo apporto politico alla crescita del paese, da lui tanto amato, non si esauriscono all’università. In questi anni di smarrimento dei valori, di relativismo e di povertà di idee, sarebbe di grande utilità rileggere il suo liberalismo, riscoprire il suo modo di essere autenticamente liberale. Ci aiuterebbe forse a recuperare – come avrebbe detto Giuseppe stesso – il bandolo della matassa in una società che sembra non sapere bene dove andare.

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Pubblicato il: 22/07/2010