Dall’economia giungono nuovi segnali positivi. La crescita si rafforza, le stime vengono corrette al rialzo per il 2007, ci sono effetti positivi sul mercato del lavoro, sebbene vi sia la pressione data dagli accordi bilaterali. La disoccupazione in Ticino è nuovamente diminuita in maggio, non solo per fattori stagionali: la media degli ultimi 12 mesi è infatti del 4,7% contro il 4,9% del 2005 e del 2006. Nel maggio di un anno fa il tasso era del 4,5%, quest’anno è del 4%. I posti di lavoro aumentano. La piazza finanziaria conosce una fase di espansione dal 2004, l’industria esportatrice attraversa una fase positiva, l’edilizia anche; il turismo sembra essere uscito dalla crisi dei primi anni del Duemila. Tutto questo contribuisce a ripristinare un certo ottimismo nelle persone e nelle famiglie, pur senza nascondere le singole situazioni di difficoltà che permangono. Anche questo fattore psicologico è un sostegno della crescita, poiché incentiva i consumi che a loro volta alimentano il circolo virtuoso dell’economia in ripresa. È importante cogliere le opportunità date da questo periodo che ormai si protrae da quasi quattro anni. La crescita economica fa aumentare le entrate dello Stato, in particolare i gettiti fiscali. Le riforme attuate negli anni scorsi hanno permesso al Ticino di recuperare attrattiva. Il gettito effettivo del Cantone, in particolare quello delle persone giuridiche (aziende), è superiore a quanto finora reso pubblico. Sono date le premesse per riattivare una politica fiscale competitiva, che dia al Ticino nuove opportunità di sviluppo. A fine anno decadono i supplementi d’imposta decisi quale compromesso nella legislatura passata al fine di ottenere il consenso sul controllo della spesa pubblica. Dall’anno prossimo le aliquote torneranno ai livelli del 2004, ma appare auspicabile che altre misure di diminuzione delle imposte siano attuate nel nuovo quadriennio, a beneficio sia delle imprese, sia dei cittadini. Sul tappeto vi è l’iniziativa popolare della Lega dei ticinesi: una buona base da cui partire per una nuova riforma fiscale.
Marina Masoni
Luglio 2007